Recap

Ho deciso di dare una svolta.
Ma più di tutto ho deciso di raccontarla. Un po’ perché quando mi faccio le promesse tra me e me poi sgarro sempre un po’, e quindi non vanno mai completamente a buon fine, e un po’ perché questo sta alla base di tutto quello che faccio. Tutto il giorno non faccio altro che condividere: da sempre fan dell’esprimere ogni mio pensiero ad amici e familiari (che a loro piaccia o no), mi è sembrata la mia naturale evoluzione farlo anche come mestiere.
Questo è l’anno che secondo me avrà un impatto importante nelle vite di tutti: io mi sento già che qualcosa bolle in pentola, anche se non so bene cosa ci sia in serbo per me. Sai quando arrivi a casa in ritardo e devi cucinare pranzo, e metti la pentola dell’acqua sul fuoco, che quello che devi cucinare poi strada facendo ti verrà in mente? Sto facendo lo stesso, nell’attesa di capire mi sono data una mossa: ho pensato ad ogni attività che seguo, e mi sono chiesta come quest’anno possano raggiungere i loro obiettivi e ho tracciato bene la strada step by step. E poi ho pensato a me, che sono un brand: me ne dimentico ogni tanto, mi dimentico di postare e raccontare del mio lavoro mentre lo faccio, talmente concentrata che non riesco a distogliere l’attenzione e pensare a promuovermi. Questa è stata la prima svolta che ho pensato per me: devo raccontare. Insomma, parlo tutto il tempo e offline, perché non ci riesco online? Mi sono ripromessa di fare di meglio, sarà uno dei miei obiettivi di quest’anno, ma ho deciso di raccontarlo anche qui, così ne tengo traccia ed è come fare una promessa davanti ad altre persone, e la rispetterò.
L’ho fatto anche quando ho deciso di smetterla di comprare mille prodotti beauty che mai avrei usato perché avevo 6 creme validissime, ma ho un solo viso e quindi ne avrei utilizzata solo una, e le altre sarebbero solo scadute senza essere mai utilizzate. Uno spreco pazzesco. Così ho promesso davanti alla mia amica Angi che non avrei più comprato un prodotto se prima non avessi finito il precedente: risultato? Sei mesi che scelgo meglio e consumo tutti i prodotti prima della scadenza.
Ho deciso che sarà il mio metodo quindi, di settimana in settimana, vi beccherete i progressi del mio percorso.

[Eccomi, in una IG Stories, una delle rare volte in cui ho raccontato il mio lavoro ultimamente]

E poi, dato che sono anche una super criticona di me stessa, e penso di avere la sindrome dell’impostore, ho deciso di fare di più, come mi ripeto continuamente, perché mi fa pensare a fine giornata di aver dato il massimo, ma voglio pure gratificarmi per quello che faccio, o anche solo per come incastro le mie giornate per riuscire a fare tutto quello che voglio. Potrei condividere una pagina della mia agenda, ma non so se mi guardereste più nello stesso modo, anche se la mia agenda è molto carina, ed è rigorosamente cartacea (mi dispiace google calendar, non mi avrai per il momento).
Voglio giustificarmi dicendo che per una del segno del leone non esiste “lo faccio domani”, perché vogliamo tutto e subito. La pazienza la sto imparando, ci provo.

Quindi, mi appunto tre cose belle di questa settimana:
› ho guardato il Festival di Sanremo, per la prima volta quest’anno, come una consulente di comunicazione, e ho pensato al rebranding degli ultimi anni e a come anche un evento di questa portata si sia accorto del fatto che i social sono necessari, che sdrammatizzano, attualizzano e, diciamocelo, fanno anche fare il 60% di share. Amadeus sei molto bravo, ma ringrazia anche il FantaSanremo. Mi ha fatto pensare al perché mi piace il mio lavoro, alle opportunità e ai cambiamenti
› ho scoperto il valore delle collaborazioni sui social: Instagram valorizza i contenuti video e promuove collaborazioni tra utenti, specialmente tra creators. Seguo la comunicazione online di persone giovani, competenti e intraprendenti che hanno deciso di buttarsi nella realizzazione di questo tipo di contenuti. Si sono fidati delle mie idee e io ne sono davvero felice.
› ho trovato (spero!) l’incastro perfetto per le mie prossime giornate: per molti sarà una notizia insignificante, ma per un freelance che deve far quadrare la giornata tra impegni lavorativi, personali e altre commissioni è praticamente un’impresa (da compiere mentre probabilmente si sta facendo altro). Qui una pacca sulla spalla per me!

[Pacca sulla spalla anche per Moka che ha imparato a riportare la pallina]

Ora finisco le ultime cose al pc e poi stacco il cervello per un po’.

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