Traduttore e altri rimedi

Abituatissimi come siamo a divorare tutto ciò che viene prodotto in America, non ci rendiamo conto di quante cose ci sarebbero sfuggite senza il lavoro di un traduttore. In pratica, nessuno si sofferma mai a pensare che moltissimi libri o film che conosciamo non sarebbero stati accessibili al grande pubblico senza la traduzione. E non si tratta di certo di tradurre letteralmente, cioè parola per parola. Per quello basterebbe interpellare Google Translate ogni volta che se ne ha il bisogno. Chi ci ha provato per svolgere i compiti per casa si è già accorto di come il servizio di Google spesso sbagli. Di conseguenza se ne sarà accorta anche la prof, quindi il voto ce l’avrà avuto stampato in fronte quell’imbroglio. Non dico che tradurre letteralmente per certi versi e in alcune occasioni non possa essere una scelta valida, dico solo che non è sempre la giusta strada da percorrere.

Qual è allora il lavoro del traduttore? Trasferire perfettamente l’intenzione e il significato di un messaggio da una lingua all’altra. E non è così semplice perché per esprimerci nella nostra lingua madre spesso utilizziamo termini provenienti da un linguaggio specifico per lavoro, a volte mescoliamo l’italiano alla lingua regionale, usiamo qualche espressione molto legata alla cultura nazionale e, nel caso italiano nello specifico, molto viene espresso senza parole attraverso il linguaggio del corpo. A prescindere quindi dalla frase e dalle specifiche parole, è il messaggio che deve essere trasportato e che deve essere fruibile per chiunque legga o ascolti in un’altra lingua. Potrebbe esservi capitato, ad esempio, di guardare una puntata di una serie tv che tutte le recensioni dicevano facesse scompisciare dalle risate, ma che poi non vi abbia fatto ridere, oppure di leggere una frase di un libro che però ci “suona male” o che abbiate dovuto leggere più volte per comprenderla: ecco un perfetto esempio di una traduzione scarsa. Il gap tra le due lingue deve essere colmato da un buon lavoro di traduzione.

Un esempio di cui tradurre alla lettera non avrebbe aiutato per niente? All’inizio della serie tv Il trono di spade conosciamo la storia di Hodor, un ragazzone che dopo un trauma avuto quando era un ragazzino continua a ripetere ossessivamente la parola “hodor“, tanto che verrà chiamato così anche da tutti gli altri da quel momento in poi. Si scopre solo nell’ultima stagione che è un episodio che accade nel futuro a produrre quel trauma: Bran, il signore che sta proteggendo, gli dice di impedire ai suoi nemici di attraversare una porta per evitare che lo raggiungessero e per farlo si impossessa della mente di Hodor e gli dice hold the door, cioè tieni la porta chiusa. La frase ripetuta velocemente e più volte si accorcerà poi in “hodor”.  Come fa un episodio accaduto nel futuro ad aver condizionato il passato provocando uno shock a questo ragazzo? Non ne ho idea. Il trono di spade è difficile da spiegare (questa di Hodor è la storia più semplice che gli autori abbiano messo in piedi, guardare gli episodi per credere). In ogni caso, come cambiare la frase in italiano in modo che ripetuta velocemente suonasse come “hodor”? È stata adottata la traduzione “trova un modo“, che non ha lo stesso significato, e zoppica un po’ anche nel suono, ma era il meglio che si potesse fare forse.

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Scrivo, traduco e pratico il binge-watching a livello agonistico.

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