Caccia alle streghe mediatica

Giovedì c’è stato il primo live di X Factor e Asia è stata sostituita. La questione è stata liquidata con un rapido saluto iniziale. A me è sembrato assurdo che l’avessero estromessa da un programma televisivo di divertimento per una semplice accusa. Non eravamo “innocenti fino a prova contraria”? Forse non per l’opinione pubblica.

In principio fu il caso Harvey Weinstein e tutti si sono schierati contro di lui. Però non era mai stato un divo, non ha una faccia simpatica e poi tutte le attrici dei nostri film preferiti lo insultavano. E’ stato facile stare dalla parte delle vittime.
Poi sono saltate fuori denunce su denunce: abbiamo saputo di Kevin Spacey e di Woody Allen e li abbiamo cominciato a vacillare. Loro ci piacevano, li abbiamo visti mille volte nei nostri film preferiti, sembravano simpatici nei talk show. “Forse queste donne stanno esagerando. Ma perchè ci hanno messo tanto? Bugiarde”. “Ma non è che forse lo hanno denunciato perchè non le faceva più lavorare nei suoi film? Rosicone”. “Ma forse se lo inventano così fanno più interviste e stanno più tempo in TV? Opportuniste”. Questo è quello che abbiamo sentito dire o abbiamo letto sui social almeno una volta. Tutti abbiamo sentito dubitare di queste donne.
Non viene riservato lo stesso trattamento a tutti però: recentemente anche Cristiano Ronaldo è stato accusato di molestie, ma lui non ha confessato e un processo non c’è ancora stato. Nonostante ciò nessuno ha mai lontanamente pensato di non farlo più lavorare. Il giudizio diverso salta all’occhio: in Italia una donna accusata di violenza viene trattata come se fosse già colpevole, mentre ad un uomo viene concesso il beneficio del dubbio, specialmente se è un uomo potente vanto del calcio italiano.

Una discriminazione analoga anche al Grande Fratello, dove inevitabilmente ogni anno vengono fuori battute infelici dei concorrenti che dimenticano di essere ripresi dalle telecamere. L’anno scorso Giulia De Lellis ha detto che quando offre la sua sigaretta ad un omosessuale poi non la vuole più fumare, mentre questa settimana si è discusso di Francesco Monte che ha detto chiaramente che il bacio che ha visto tra due donne lo ha infastidito. Non me ne occupo perchè i due personaggi sono autorevoli, ma perchè vengono seguiti in ogni dettaglio della loro vita da molte persone sui social e il loro comportamento influenza quello di moltissimi followers, anche giovanissimi. Non tratterò nemmeno la questione della vergognosa omofobia latente. Riporto solo che la questione della De Lellis è stata affrontata in prima serata e lei non ha avuto quasi la possibilità di replicare, schiacciata com’era dalle urla di Alfonso Signorini dallo studio; dell’uscita infelice di Monte se ne è parlato dopo la mezzanotte, minimizzando l’accaduto e facendogli spiegare le sue intenzioni con molta libertà. Perchè si è deciso di tutelare lui ma mandare al rogo lei?

Il web segue la scia di ciò che accade. Se da un lato da a tutti le stesse opportunità di raggiungere un pubblico per esprimersi, dall’altro bisogna ammettere che il più delle volte viene espresso solo il peggio di ciò che pensiamo. E sono pensieri che se restassero privati, danneggerebbero solo noi stessi. Ma espressi al mondo troverebbero consensi, diventerebbero azioni e parole. Come quelle che in una serie di storie su Instagram ha raccontato Fedez: dopo una festa a sorpresa in un supermercato organizzata da sua moglie Chiara e da sua mamma, ha ricevuto insulti di ogni tipo da persone che si sentivano offese per lo spreco di cibo. Hanno entrambi chiesto scusa, ma il web è stato implacabile: hanno ricevuto minacce di morte e qualcuno ha addirittura avvertito agli assistenti sociali dell’accaduto con l’intenzione di togliergli il figlio.

Lo sguardo di diffidenza e odio con cui guardiamo le cose del mondo è un male da estirpare dalla nostra società. Ci porta ad aspettare impazientemente che i miti crollino per festeggiare la loro sconfitta. Come se ci riguardasse. Come se quando perdono loro, ci guadagniamo qualcosa noi. Loro sono personaggi pubblici e di conseguenza consapevoli che le loro vite sono in vetrina, ma una denuncia per molestie o per violenza, un’accusa di omofobia e una denuncia come genitore inadeguato non è da sottovalutare. Ѐ l’epilogo più pericoloso di un fenomeno mediatico in cui i vip non sono altro che personaggi da idolatrare o sui quali scagliare tutto l’odio possibile.
Sarà il caso di puntare il dito su noi stessi una volta tanto?

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Scrivo, traduco e pratico il binge-watching a livello agonistico. Ho un’incredibile memoria fotografica, ma funziona solo per roba poco utile.

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